L’Africa: Dictators Will Take Obvious Option del continente.

colonna.

Come molti attivisti di democrazia intorno all’Africa, ancora sto provando a calcolare fuori che la parte della dichiarazione del Obama al Parlamento del Ghana io ha gradetto la maggior parte. Di che cosa sono sicuro è la sensibilità dell’autorizzazione che ha liberato attraverso il continente.

Dove i presidenti passati degli Stati Uniti hanno goso di nel simbolismo delle folle africane che attraversano le barriere della polizia per toccarle, Obama ha rimosso il fuoco da sè e lo ha girato su che cosa ha dovuto dire: la sua politica verso l’Africa.

Invece di vedere le folle frenetiche degli Africani che provano ad afferrare al suo manicotto abbiamo guardato un Jerry unsmiling Rawlings, laminatoi ottimistici di Atta e John Kufuor felice, tre presidenti del Ghana in una stanza, contenente ogni parola che Obama ha emesso. E quello spostamento del fuoco dalle folle assordanti ai capi attenti del nostro continente turbato ha rimosso tutto il dubbio dalla sua mente che Obama ha significato qualche cosa ma dal commercio quando è venuto in Africa.

Ed ha trasportato.

Ormai avete sentito e letto ogni valutazione possibile del suo discorso approfondito. Non lo interpreterò più ulteriormente affinchè non attenuo il relativo effetto diretto. I miei pensieri sono con i dictators e le pseudo carbossimetilazioni dell’Africa mentre provano a filare questo discorso in un certo filato. Hanno soltanto due opzioni reali.

La loro prima opzione è il loro metodo originale, popolare durante la campagna elettorale presidenziale degli Stati Uniti, perché è abituata e stanno bene su quel terreno. Una volta confrontato con le osservazioni che Obama ha fatto in marzo 2008 ad un arresto di campagna a San Antonio, il Texas circa la mancanza di democrazia nell’Uganda, un ministro Ugandan del Governo ha posto la domanda: « Chi è Obama dopo tutti? » Quella domanda è stata risposta a definitivo il 5 novembre 2008 quando Obama ha vinto l’elezione presidenziale degli Stati Uniti.

Come il resto di noi intorno ai righelli dell’Uganda del mondo guardati il 20 gennaio 2009 come Obama ha preso il giuramento solenne del presidente degli Stati Uniti d’America. Ma quello non li scoraggierà. Effettivamente possono ancora mettere sopra un fronte coraggioso e fare quella domanda e supplicare la sovranità. Diranno « chi sono Obama? L’Uganda è una nazione sovrana e tutto questo colloquio dell’intercoerenza globale è overrated. Inoltre, abbiamo forgiato le nuove associazioni economiche. ».

Allora si gireranno nell’Estremo Oriente ed abbracceranno la Cina che non fa richieste di buon controllo come requisito del sussidio, dell’investimento e del commercio. O possono girarsi nell’Iran nel Medio Oriente in cui le elezioni attrezzate e la soppressione brutale delle attività di opposizione sono l’ordine del giorno.

Quel senso che attaccheranno con che cosa è abituato perché l’11 luglio 2009 la retorica a Washington è cambiato al non pratico. La nuova lingua è confusionaria affinchè le maciste dell’Africa capisca. Nel passato tutto che dovessero fare era di firmare su tutta la politica impopolare quando l’America ha chiesto loro per rimanere in favore con Washington. O hanno trasmesso i loro giovani e donne per combattere e morire nelle guerre dell’America all’estero, che le hanno garantite una chiamata alla Casa Bianca.

Avévano acquistato padronanza dell’arte di sviluppo del rapporto strategico con l’America che ha assicurato che gli S.U.A. girassero un occhio cieco nelle malvagità che le maciste hanno commesso nel paese. Nel passato finchè hanno organizzato le elezioni normali, senza riguardo alla qualità dell’elezione, hanno calmato Washington e sono stati garantiti per hobnob con il capo più potente del mondo. Ma la retorica è cambiato. Il fratello nero nella Casa Bianca dice che la democrazia è inoltre circa che cosa accade fra le elezioni.

La seconda opzione è difficile ma è un’opzione ciò nonostante. E quello è affinchè le maciste dell’Africa abbracci il cambiamento perché è inevitabile. Nell’Uganda potrebbero prendere una copia delle proposte elettorali Inter-Party di cooperazione (IPC) e cominciare realizzare le riforme per le elezioni libere e giuste. Per mantenere un posto nella famiglia delle nazioni civilizzate, potrebbero studiare la possibilità di incontrare il senso di opposizione a metà fornendo un ambiente permettente per l’associazione libera e l’espressione.

Potrebbero persino permettere che le loro forze di sicurezza e munite serviscano non appena la gente ed essi stessi, di modo che l’Uganda ha potuto essere considerare ancora come un falò di speranza nella regione. Potrebbero sorprenderli e sarchiare fuori la corruzione e perfino essere trasparenti nella gestione dell’economia. Forse potrebbero ancora fare tutto questo e cambiare l’epitaffio della loro gestione.

Ma lo conosco abbastanza buone per dire che Obama è venuto poco troppo un ritardato per loro.

Ed a quello ultimo, sono lontano scesi l’itinerario che hanno scelto nella fase iniziale, in modo da la seconda opzione, tempting come può suonare, non è disponibile a loro. Ci è soltanto un itinerario che possono prendere: Il primo itinerario della smentita, dell’arroganza, dello scioglimento e dell’autodistruzione. Che Obama ha fatto era di autorizzarci quelli che amano la libertà ed odiano l’ingiustizia sociale per accelerare la loro partenza dalla scena nazionale. Obama ha parlato direttamente alla gioventù, per determinare il cambiamento dalla parte inferiore in su. È la nostra gioventù che farà il cambiamento accadere e siamo qui sostenerli.

Sì possiamo!.

L’autore è affari regionale del delegato Secretary, internazionale e, FDC.